Essere un'agenzia per le trasformazioni culturali oggi

In dialogo con persone, organizzazioni ed ecosistemi culturali, artistici, economici e sociali ricerchiamo, immaginiamo nuovi scenari e sperimentiamo nuovi strumenti per agire e accompagnare le trasformazioni culturali di luoghi e territori.

Manifesto

Essere agenzia di trasformazioni culturali oggi

Reti, connessioni, sistemi, relazioni, intersezioni, scambi, circuiti, network. Sono parole con cui ci misuriamo quotidianamente perché ogni giorno attraversiamo e sperimentiamo sistemi di relazione complessi, che mettono in dialogo discipline, settori, territori, attori e soggetti diversi. Non è semplice orientarsi, adeguarsi, comprendere e trovare spazi in cui agire quella trasformazione culturale che rappresenta sempre di più la bussola con cui muoversi in questo specifico momento storico. Eppure, la trasformazione culturale ci investe, che lo vogliamo o no, che ne siamo consapevoli o no. Trova il suo spazio d’azione là dove coesistono criticità e necessità, trova i suoi strumenti nell’esercitare l’immaginazione e la creatività, nell’avere fiducia nelle relazioni e coraggio nell’esplorare il vuoto, nell’elaborare nuovi metodi e modelli e nell’accettare la possibilità dell’errore e del fallimento come occasione per apprendere. La trasformazione culturale mette in atto nuove dinamiche in cui ciascuna realtà (persona, struttura, rete) è contemporaneamente soggetto e oggetto, “attore” e “risultato” di un processo di trasformazione indipendentemente dal posto che occupa nella filiera della produzione culturale.

Hangar Piemonte agisce in questo contesto in qualità di agenzia di trasformazioni culturali pubblica e lo fa condividendo domande e traiettorie di ricerca, interrogandosi sulla complessità, sui valori culturali di riferimento, per aprire un dialogo e un confronto verso tutti quei soggetti, individuali e collettivi, economici, culturali, sociali che in questo momento si interessano, agiscono e vivono i processi di trasformazione culturale, costruendo con loro quelle alleanze che danno corpo e valore ai progetti.

Gli elementi costitutivi delle trasformazioni culturali per Hangar

La nostra bussola è la nostra capacità di porci domande e la questione di partenza è proprio: quali sono gli elementi costitutivi di un processo di trasformazione culturale? Qual è il nostro punto di partenza? Ecco che il pensiero e la ricerca di una forma cui ispirarsi va al modello di trasformazione più ancestrale e perfetto: la natura. Nulla è più semplice e al contempo più complesso della natura. Nulla è più in trasformazione costante grazie alla propria capacità di mantenere un equilibrio dinamico, un dialogo di interazioni continue tra elementi diversi. Le relazioni tra cellule, organismi ed ecosistema ci offrono una chiave di lettura preziosa nell’individuazione degli elementi che stanno alla base del nostro processo di trasformazione culturale.

Solo qualche decina di anni fa il punto di partenza sarebbero state le organizzazioni. Oggi invece è sempre più evidente che la naturale unità costitutiva di un ecosistema è la persona, proprio come la cellula per l’intero organismo. Lo intuiamo osservando le caratteristiche dei contesti lavorativi, sociali ed economici che ciascuno attraversa nel corso della propria vita, basti pensare alla mobilità delle persone e delle organizzazioni, alla loro trasformazione, al cambiamento costante delle professioni e delle professionalità, al valore assunto dal capitale relazionale personale e professionale rispetto alla semplice appartenenza ad una struttura o alla permanenza fisica nei suoi confini. Se partiamo dalla singola persona che partecipa al processo invece che dall’organizzazione, dobbiamo interrogarci su che cosa significa davvero “mettere al centro la persona”. Significa misurarsi con l’incompletezza e al contempo con il potenziale e l’unicità di ciascuno, significa capire che non basta coltivare solo le abilità tecniche di un soggetto ma considerare, sostenere e coltivare anche le sue abilità trasversali, le cosiddette soft o life skills, i suoi interessi “extra-lavorativi”, le sue esperienze, le sue relazioni. Mettere al centro la persona significa tuttavia considerare anche l’altro lato della medaglia, ossia il fatto che a sua volta l’esperienza professionale rappresenta un’opportunità di crescita personale per il soggetto.

Ecco allora che la traiettoria di un’azione di trasformazione culturale si gioca tra il benessere, potenziale o espresso, della persona e la capacità di una struttura, pubblica o privata, di rispondere alle sfide del contesto. Tanto più il percorso intrapreso sarà capace di incorporare l’identità degli individui che lo determinano, tanto più la struttura sarà capace di essere flessibile, sorprendente e inclusiva.

Il patrimonio e il potenziale dei singoli, le cellule, si gioca in relazione ad aggregazioni più complesse, gli organismi. “Unicellulari” o “pluricellulari”, gli organismi con cui entriamo in relazione sono policy makers, enti filantropici, soggetti privati e pubblici (università, centri di ricerca) che operano nell’ambito della trasformazione culturale per sviluppare ricerche e sperimentazioni comuni o azioni ad hoc su programmi specifici. Sono organismi aperti alla trasformazione anche scuole, ospedali, musei, parchi, luoghi della socialità che vedono nella cultura e nell’arte la principale leva verso il cambiamento e che intendono essere accompagnati in un processo di trasformazione culturale da un team diffuso e interdisciplinare. Sono organismi le istituzioni culturali e artistiche con cui animare e condividere un dibattito culturale, e lo sono anche PM o Direttori di strutture pubbliche e private che vogliono attivare una cultura del cambiamento con un percorso dedicato allo sviluppo delle soft skill.

In natura l’ecosistema è “un insieme formato da una comunità di organismi viventi e dall’ambiente fisico nel quale vivono”. Gli elementi che formano un ecosistema interagiscono fra di loro, si modificano reciprocamente e tendono a raggiungere e a mantenere nel tempo un equilibrio dinamico che garantisce loro una “stabilità evolvente”.
Hangar vive in un ecosistema dinamico che si nutre di visioni, riflessioni e azioni degli attori sociali economici, culturali e artistici con cui condivide processi di trasformazione culturale. L’ecosistema di cui Hangar è parte è formato dal team dei suoi esperti, da un gruppo interdisciplinare di professionisti del mondo artistico, culturale, economico e manageriale; da un insieme di alleati rappresentati da operatori/strutture e reti sociali, culturali, economiche che operano a livello locale, regionale, nazionale, internazionale su obiettivi comuni; da policy maker ed enti filantropici con cui condivide obiettivi strategici pluriennali di sviluppo del comparto culturale e territoriale; da hub culturali presenti in ogni provincia con cui immaginare, condividere, supportare azioni di trasformazione culturale nel medio lungo termine; da hub sociali quali Impresa, Scuola, Sanità, Musei/istituzioni culturali, Rigenerazione Urbana, Turismo dove avvengono ricerche, sperimentazioni, azioni di supporto alla trasformazione culturale.

Vision, Mission e Valori

Verso dove tendere, a quali orizzonti culturali fare riferimento, a quali valori ispirarsi? All’interno di queste traiettorie Hangar Piemonte declina la sua vision e la sua mission e mette a fuoco i suoi valori di riferimento.

Come rispondere alle necessità e alle sfide della Regione Piemonte? Hangar Piemonte agisce come una leva che fa emergere quanto già esiste: un ecosistema fatto di attori sociali, economici e culturali stimolandoli alla collaborazione per dar vita ad una rete, a filiere temporanee che consentano ad un progetto di nutrirsi di tutte le intelligenze creative, le risorse e i saperi presenti nel territorio. Un modello mutuato dal comparto economico che può ispirare quel processo di trasformazione culturale di cui Hangar è attivatore. 

Al centro di questa trasformazione c’è il desiderio di contribuire alla costruzione di una società capace di offrire alle persone una condizione di benessere sia nell’ambito personale sia lavorativo, offrendo loro strumenti e opportunità per riconoscere ed esprimere il proprio potenziale e sviluppare relazioni positive.  

Al centro c’è il desiderio di costruire reti in grado di rispondere ai cambiamenti interni ed esterni alle organizzazioni, di stimolare l’osmosi tra soggetti pubblici e privati con il resto dell’ecosistema, per definire o ridefinire il proprio ruolo e la propria identità in un’ottica di sistema. 

Al centro c’è il bisogno di alimentare un processo costante di riflessione, una riflessione trasversale, che attraversa i tempi, gli spazi, le società, i momenti pubblici e quelli privati, la cura di sé e degli altri, la scuola, il lavoro, per definire progressivamente i propri orizzonti culturali di riferimento.

Hangar Piemonte è un’agenzia per le trasformazioni culturali della regione Piemonte. Costruisce le condizioni abilitanti per attivare, sostenere e accompagnare i soggetti, che compongono l’ecosistema culturale e territoriale, verso un processo di trasformazione dei luoghi che abitano. Il suo ruolo è farsi connettore e mediatore, intercettare energie e bisogni, collocandosi sulla soglia tra i settori, i saperi, gli approcci, le pratiche e teorie, tra corpo e mente, fra il mondo delle arti, dell’economia e del sociale. Accompagna e sostiene la trasformazione culturale di quei luoghi della società civile che riconoscono la cultura come leva di cambiamento grazie ad un team interdisciplinare e al suo ecosistema di riferimento, portatore di saperi ed esperienze eterogenee che quotidianamente operano la trasformazione culturale a livello locale, regionale, nazionale o internazionale. Insieme al comparto artistico culturale, economico, sociale immagina e sperimenta nuovi strumenti, approcci, idee e linguaggi, perché agire la trasformazione significa in primis trasformarsi, costantemente, scoprire, riconoscere e connettersi con il potenziale trasformativo che ogni giorno la società civile immagina e produce. Lontano dall’ambizione e dalla ricerca di esaustività, promuove insieme al comparto artistico e culturale un dibattito sullo scenario di riferimento verso cui la trasformazione culturale vuole tendere.

La sintesi di quanto espresso sino ad ora trova la sua espressione proprio nei valori che animano Hangar nell’intento di contribuire alla costruzione di una società capace di: 

  • mettere al centro di ogni processo di trasformazione culturale il benessere delle persone che lo agiscono, supportano, fruiscono a prescindere dal ruolo che rivestono al suo interno;
  • immaginare strumenti ed esperienze che aiutino la persona ad esprimere il proprio potenziale nel proprio ambito personale e lavorativo, a costruire e a sviluppare relazioni positive, collaborative e non ordinarie;
  • costruire strutture, reti e ecosistemi dinamici in grado di rispondere ai cambiamenti interni ed esterni alle organizzazioni, collaborando con soggetti pubblici e privati in grado di costruire e riconoscere il proprio ruolo e la propria identità in relazione agli altri attori che compongono l’ecosistema;
  • animare un dibattito culturale che chiarisca l’orizzonte possibile a cui fare riferimento, promuovendo una riflessione trasversale, anche dal punto di vista sociale, intorno al tempo inteso come spazio per ritrovare sé stessi e gli altri nelle diverse situazioni della vita, a scuola, durante il lavoro, a casa. Un tempo di cura di sé, degli altri, dei luoghi e del territorio.

Competenze; prendersi cura delle persone e del gruppo che attraversa e costruisce il processo di trasformazione.

Storia

Il dispositivo Hangar è nato nel 2014 per volontà dell’Assessorato alla cultura della Regione Piemonte nel 2014 a supporto dello sviluppo del comparto culturale. Potenziamento della capacità imprenditoriale e intervento sartoriale a supporto delle organizzazioni, presenza sul territorio. Queste sono le tre caratteristiche che hanno determinato il successo del progetto Hangar in questi anni e che, con strumenti diversificate (laboratori, percorsi di accompagnamento…) hanno contribuito allo sviluppo del comparto culturale piemontese (11 edizioni che hanno portato all’accompagnamento di 161 organizzazioni, laboratori con 80.000 attori del comparto culturale), ma anche nella messa a punto di un approccio all’accompagnamento al cambiamento, ormai diffuso in Piemonte, come in Italia. 

La battuta d’arresto che ha subito il comparto culturale tra il 2019 e il 2021 a causa della Pandemia, impone però un ripensamento del progetto Hangar, non tanto delle sue finalità ma nelle sue modalità. 

Dopo l’esperienza pandemica sono emerse alcune questioni che richiedono un cambiamento in termini di visione, strumenti, competenze per attivare quel cambiamento che ormai ha investito tutta la società civile, non solo il comparto culturale come: 

  • sul rapporto della cultura e dell’arte con le nuove tecnologie: interrogandosi su come le nuove tecnologie (video giochi, realtà virtuale, blockchain, metaverso…)  possano giocare un ruolo attivo e strategico nei processi di trasformazione culturale in atto. Secondo l’ultima relazione della Fondazione Symbola si ipotizza che nei prossimi anni ci sarà una crescita importante di servizi digitali per le biblioteche, musei, teatri e una conseguente riduzione delle presenze fisiche in attività di gallerie, fiere, a favore di una dimensione digitale, che nel 2025 circa il 25 % della popolazione passerà almeno 1 ora al giorno nel metaverso, che crescerà il mercato degli NFT 
  • sulla maggior consapevolezza della cultura come driver di un benessere individuale e collettivo. Sempre la Fondazione Symbola nell’ultimo rapporto del 2022 ipotizza “una crescita di configurazione di eco-sistemi socio-sanitari culturali ed educativi; la sperimentazioni di programmi artistici e culturali per la promozione della salute, la prevenzione delle patologie e gestione e trattamento di condizioni patologiche”. 
  • sulla necessità di concepire azioni culturali e artistiche capaci di rispondere alle sfide della sostenibilità ambientale, sociale e ecologica come “la riciclabilità, riuso, minori sprechi, utilizzo di materiali migliori e vicini); sperimentazioni di ecodesign e riedizione di prodotti iconici con materiali e processi sostenibili“.
  • Sempre secondo la Fondazione Symbola, nel 2022 esiste una maggiore vicinanza del comparto economico a quello culturale: “il 30% delle imprese manifatturiere e dei servizi dichiara di rapportarsi con il mondo della cultura (sponsorizzazioni, donazioni, partnership con istituzioni culturali)”.

La maggiore interconnessione della dimensione culturale e artistica con quella sociale, tecnologica, ambientale, economica nella formulazione dei prodotti e delle esperienze artistiche e culturali rappresentano quella tensione trasformativa che può accelerare un processo di cambiamento del SPCC (Settore Produttivo Culturale e Creativo) ma richiede un ripensamento delle modalità di accompagnamento delle organizzazioni culturali alla trasformazione. Una tensione che porta delle domande più ampie di quelle riferibili al mero contesto culturale rispetto allo scenario culturale verso cui tendere, che richiede nuovi approcci (strumenti, metodi, linguaggi ..) nella costruzione delle proposte progettuali capaci di includere tutti i soggetti che la esplorano (produttori, stakeholders, beneficiari), capaci di accogliere il reale potenziale che il contesto interno ed esterno all’organizzazione culturale offre. 

In questi termini Hangar ripensa non il suo fine ma il suo operare e riconosce una sua rilevanza nel portare questa domanda, e le domande che ne conseguono dagli specifici contesti, nei i territori, in contesti socioculturali differenti per individuare quei bisogni, quelle narrazioni, quei metodi, quei valori condivisi che consentono di costruire nuove alleanze o come diceva Michel Serre, di “re-inventare le appartenenze” per agire la trasformazione culturale dei luoghi che “abitiamo”.