12 Ottobre 2023

Dove va la partecipazione democratica?

Articolo scritto da

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Hangar Piemonte

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«Sono molti i segnali che certificano un declino della partecipazione democratica novecentesca nel nostro Paese: il drammatico aumento dell’astensionismo elettorale che, a livello locale, ha superato il 50%; il tasso d’iscrizione ai partiti stessi, che non era mai stato così basso; la limitatissima fiducia verso le forze politiche e, più in generale, verso i corpi intermedi tradizionali. Questi indicatori che, se guardati separatamente destano non poche preoccupazioni, andrebbero inseriti in un quadro più ampio che racconta una partecipazione in mutamento, attraversata da spinte verso un nuovo protagonismo civico fatto di movimenti dal basso, di esperienze estemporanee anche alimentate dal digitale che segnalano una ritrovata voglia di partecipare».

Inizia così l’articolo di Federico Anghelè che fa parte dei contributi per la tematica Partecipazione curata da Alessia Zabatino, in collaborazione con Fondazione Compagnia di San Paolo, per la sezione Ispirarsi del nostro sito, dedicata ad indagare i temi della trasformazione culturale.

La partecipazione è un concetto che viene spesso evocato come via di salvezza, dando erroneamente per scontata la sua natura neutrale. Quali i nodi per costruire processi partecipativi? Come incoraggiarli? La riflessione di Federico Anghelè – The Good Lobby sul declino della partecipazione democratica nell’era della crisi delle istituzioni. Resta aperta la nostra domanda sulla relazione tra partecipazione culturale e partecipazione civica, che indagheremo. In questa direzione, la relazione tra Cultura e Democrazia è uno dei pilastri del Piano Europeo per la Cultura 2023-2026

Il testo completo si può leggere su Letture Lente/AgiCult grazie alla collaborazione che ogni mese dà spazio a diverse voci di studios*, intellettuali, professionist* culturali sui principali temi legati alla trasformazione culturale.

Leggi l’articolo completo qui.

Federico Anghelè

Direttore della sede italiana di The Good Lobby, organizzazione non profit impegnata a rendere più democratico e inclusivo l’accesso al potere. Dopo un dottorato in storia politica contemporanea a Bologna e alcuni anni nella ricerca storico-politologica a Torino e Napoli, ha deciso di fare dell’attivismo un mestiere, iniziando come policy expert della campagna anticorruzione Riparte il futuro e occupandosi di Freedom of Information Act e di whistleblowing. Coordinatore della coalizione Lobbying4Change di cui fanno parte 43 organizzazioni della società civile, fa parte del Forum Multistakeholder dell’Open Government Partnership, che ha il compito di disegnare la strategia italiana per il governo aperto.

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