14 Marzo 2024

L’amministrazione condivisa dei beni comuni: verso nuove forme di democrazia contributiva

Articolo scritto da

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Hangar Piemonte

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«La relazione tra partecipazione, rappresentanza e democrazia è apertamente in crisi: l’aumento dell’astensionismo elettorale, da un lato, e il radicarsi di forme di maggioritarismo estremo al potere, dall’altro, contribuiscono a minare la legittimità della democrazia rappresentativa (Levitsky e Ziblatt, 2018). Eppure, se la partecipazione democratica è in difficoltà in tutto il mondo, in molte società democratiche stanno emergendo nuove forme di partecipazione civica che interpretano il concetto di partecipazione oltre l’esercizio del (solo) voto.»

Questo è l’incipit dell’articolo di Giulia Marra, il nuovo contributo di approfondimento per la tematica Partecipazione curata da Alessia Zabatino, in collaborazione con Fondazione Compagnia di San Paolo, per la sezione Ispirarsi del nostro sito, dedicata ad indagare i temi della trasformazione culturale.

L’autrice ci presenta una nuova forma di impegno civico e cittadinanza attiva che si sta diffondendo gradualmente in Italia, e non solo. La volontà di partecipare alle azioni in modo concreto è al centro di questo rinnovato protagonismo, basato su innovazioni (giuridiche, amministrative, normative) in grado di superare barriere e disuguaglianze. Nonostante l’ambizione di inclusione di tutti gli interessi e punti di vista in gioco, i cittadini attivi, infatti, non sono mai perfettamente rappresentativi di tutte le fasce della popolazione. La nuova orizzontalità generata dai patti di collaborazione tra cittadini e responsabili pubblici locali potrebbe rappresentare una soluzione, oltre che un incentivo ad una maggiore partecipazione e fiducia verso le istituzioni.

Leggi l’articolo completo cliccando qui.

L’autrice

Giulia Marra ha una formazione da architetto urbanista (PhD in Urban Planning, Design and Policy al Politecnico di Milano) e un passato da commoner. Si è occupata di avviare pratiche di riuso, valorizzazione e gestione condivisa di spazi urbani in abbandono (Bunker e Cavallerizza Reale di Torino). Da molti anni studia, facilita e valuta processi partecipativi in Italia e all’estero (Buenos Aires, Dublino e Barcellona). Attualmente insegna Sociologia urbana al Politecnico di Torino e coordina l’azione territoriale di Labsus-Laboratorio per la Sussidiarietà nel Nord-Ovest, guidando azioni di ricerca, accompagnamento e divulgazione rivolte ad enti pubblici, organizzazioni del terzo settore, gruppi informali e cittadini attivi interessati a sperimentare forme collaborative per la cura dei beni comuni.

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