20 Maggio 2024

Narrazioni accessibili / Farsi capire per aprire la comunicazione

Articolo scritto da

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Hangar Piemonte

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Quando pensiamo all’accessibilità uno dei primi concetti che affiora nella nostra mente è quello di barriera. Una barriera tendenzialmente fisica: quelle che vengono definite architettoniche e che impediscono l’accesso ad un luogo. Ciononostante la dimensione dell’accesso e non si esaurisce in una concezione materiale ma riguarda molti ambiti della quotidianità, tra i quali la comunicazione digitale. Ogni giorno adoperiamo testi, informazioni, documenti che troviamo online e che ci sono utili per le nostre attività quotidiane. Eppure spesso non si tratta di strumenti facilmente accessibili, in quanto non considerano le diverse modalità e necessità di fruizione del pubblico a cui si rivolgono, impendendo la democratizzazione del sapere, riconosciuta come un diritto universale.

Ma come possiamo cercare di venire incontro alle esigenze altrui rendendo un testo fruibile da più persone possibili? Alice Orrù, content writer e traduttrice tech specializzata in linguaggi inclusivi e accessibili per il web ci guida nella scoperta di una possibile risposta a questa domanda nell’ultimo articolo pubblicato in collaborazione con Ag Cult/Letture Lente.

Il contributo rientra nella curatela di Fabrizio Acanfora per la tematica Auto narrazioni all’interno di Hangar Think.

Leggi l’articolo completo cliccando qui.

L’autrice

Alice Orrù è content writer e traduttrice tech specializzata in linguaggi inclusivi e accessibili per il web. Dal 2015 collabora con la comunità open-source di WordPress. Negli ultimi anni ha formato decine di aziende italiane sui temi della comunicazione digitale inclusiva. Ha scritto, insieme a Valentina Di Michele e Andrea Fiacchi, il primo manuale pratico di scrittura inclusiva e accessibile: si intitola “Scrivi e lascia vivere” (ed. Flacowski).

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