14 Dicembre 2022

Per una drammaturgia del presente

Articolo scritto da

Articolo scritto da

Hangar Piemonte

Hangar Piemonte

Hangar Piemonte

Ispirarsi è una sezione del sito di Hangar dedicata all’esplorazione, approfondimento e racconto delle narrazioni del contemporaneo. È stata immaginata per attivare e nutrire un dibattito sullo scenario culturale verso il quale la trasformazione può orientarsi. Curatrici di questa sezione sono professioniste/i, che operano tra la pratica e la teoria, voci capaci di esplorare le complessità del presente, di andare “oltre il binarismo noi/loro”. 

L’intento di questa sezione è di praticare “un’apertura radicale e un impegno necessario per realizzare un mondo fatto di comunità piuttosto che di divisioni” (Bell Hooks, Insegnare comunità, edizioni Meltemi 2022). 

Ciascuna/o di loro è stata chiamata a condividere la propria prospettiva, la propria narrazione su di un tema specifico attraverso un position paper in cui mettere a fuoco delle parole chiave, delle domande da attraversare insieme a figure che offrono interventi teorici e da riconsiderare attraverso pratiche esperienze di trasformazione. Ognuna e ognuno di loro ha dialogato con l’artista Elisa Seitzinger e con la storica dell’arte Viviana Gravano, per dare immagine e forma al loro sguardo. 

L’artista è stata selezionata grazie alla collaborazione con Graphic Days/Print Club Torino, realtà culturali specializzate nel lavoro con artisti, artiste e visual designer a livello internazionale. 

Tra la parola e l’immagine, tra la teoria e la pratica, tra il soggettivo e il plurale si articola questa ricerca sui temi del contemporaneo, che non ha la pretesa di essere esaustiva né assoluta, ma di attivare un processo di svelamento del presente e che ci auguriamo sia generativo. 

Il commento della direzione Mara Loro 

La componente estetica, come il ruolo degli artisti nell’operare di Hangar è fondamentale. Non si può parlare di arte e di cultura a prescindere dagli artisti. La sezione di Hangar, “Ispirarsi” che indaga lo scenario della trasformazione culturale, non può che strutturarsi quindi interpellando curatrici e curatori e artiste e artisti per arrivare ad una rappresentazione del concetto di trasformazione culturale e delle narrazioni approfondite.  

Al di là dell’immagine prodotta, il grande valore è proprio quello del dialogo tra artista e curatrici e curatori. Sono infatti il confronto, le divergenze e le convergenze che aiutano a maturare l’organizzazione, ad acquisire maggior consapevolezza nel posizionarsi dentro uno scenario, quello della cultura contemporanea, in continuo movimento e trasformazione. 

Hangar, è un progetto di agenzia che accompagna le trasformazioni culturali dei territori, concepito come un organismo in costante movimento sia al suo interno che nelle sue interazioni con il mondo esterno. 

Progetto nomade, Hangar riconosce nella comunicazione la propria casa, il proprio vestito che indossa nell’intento di condividere interrogativi, prospettive sul proprio modo di guardare l’orizzonte. Un interrogativo con cui giocare e con cui confrontarsi per riconoscersi nel frammento di un’immagine o di un’animazione. 

Una ricerca tra immaginario e reale, tra assoluto e realtà che Hangar ha affidato alla storica dell’arte Viviana Gravano, per la sua competenza, ma anche per il suo sguardo critico e allo stesso tempo costruttivo, potente nella sua vitalità.  

Il commento della curatrice Viviana Gravano 

Le immagini che accompagnano la sezione Ispirarsi del sito di Hangar Piemonte sono lo specchio del concetto di base del progetto stesso di Hangar: le trasformazioni.  

La trasformazione è una delle linee guida essenziali di chi voglia lavorare nel mondo della cultura, non inteso solo come performatività culturale inserita nei contesti dedicati a questa, ma in relazione a tutto quello che li circonda, e in parte li genera. L’utilizzo di illustrazioni quindi, ha un vero e proprio valore programmatico: in un processo di ri-mediation, nella accezione che ne hanno dato Jay David Bolter e Richard Grusin (Bolter, Jay David; Grusin, Richard,1999) nel seminale saggio del 1999, è la modalità con cui da una comunicazione teorica, che attraversa campi diversi del sapere, si scelgono immagini che ne possano fare una sintesi, seppur sempre aperta a diverse possibili letture. 

Prima con Gianluca Costantini, e ora nella nuova versione con Elisa Seitzinger, si è affidato a una mano e mente creativa, la possibilità di rileggere ciò che era stato scritto, per poterne poi dare una forma immediata, per certi versi “materiale”. Si è scelto anche di applicare un brevissimo morphing tra la prima serie di immagini di Costantini e le nuove della Seitzinger, per dare continuità al discorso visivo, ma anche per mostrare come visioni diverse, approcci diversi all’immagine possano creare comunque continuità non nel fatto estetico in sé, ma nel loro valore di “traduzione” possibile delle idee in immagini.  

Negli ultimi decenni si è molto parlato dell’eccesso di immagini, dell’invadenza di queste in ogni contesto, forse dimenticando che sono proprio le immagini a costruire canali di comunicazione accessibili a un numero più vasto di utenti, lasciando a tutte le persone la possibilità di una lettura più libera, che spesso mette in connessione le proprie “immagini” mentali e culturali con quelle che si vanno a guardare, creando un continuo flusso di trasformazione di ciò che si vede.  

Questo è il ruolo del corredo iconografico di Hangar: innescare processi individuali, o collettivi magari, di decifrazione delle illustrazioni proposte per poterne trovare una propria accezione, una propria declinazione. Non pensiamo ai disegni della Seitzinger come alla sintesi perfetta, come l’immagine che rappresenta perfettamente ogni concetto, perché coerentemente con quello che propone Hangar non esiste un’immagine definitiva, ma semmai degli infiniti, se si vuole spiraliformi, processi di riscrittura, rilettura e quindi trasformazione. Una trasformazione che non propone per questo un pensiero debole in una visione “postmoderna”, ma innesca una strategia di incarnazione da parte di qualsiasi persona ne sia coinvolta, in modo da sentirsene parte attiva e non spettatrice o spettatore passiva/o. Per questo le illustrazioni della sezione Ispirarsi restano come oggetti coerenti con il titolo della sezione, avendo l’ambizione di ispirare tante diverse letture, di comprendere sempre possibili interpretazioni, che non avranno mai una etichetta di “giuste o sbagliate”, ma che servono a restituire  alle immagini il loro potere di aprirsi agli immaginari che incontreranno. 

Bolter, Jay David; Grusin, Richard (1999). Remediation: Understanding New Media. Cambridge: MIT Press. Tr. it. Remediation – Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi, Guerini, 2005 

Il punto di vista dell’artista Elisa Seitzinger 

l tema di questa serie di illustrazioni realizzata per Hangar Piemonte è la trasformazione, un tema vastissimo che, in collaborazione con le curatrici e i curatori di ciascuna sezione, ho declinato negli otto ambiti dedicati alla cura, all’ecologia, alla decolonialità, all’accessibilità, all’auto narrazione, alla partecipazione e al digital.  

Ogni immagine ha una sua ragione d’essere sintetizzata nel keyvisual di questo progetto, la persona che da crisalide diventa farfalla. Una metafora visiva che in questo caso però non deve essere intesa come miglioramento de sé, ma piuttosto come una vera e propria metamorfosi che conduce, più che a svolte radicali, a un’ibridazione lenta e costante.  

Nella pratica artistica, non è solo tramite la sperimentazione che ci trasformiamo, ma anche attraverso lo svolgimento temporale della nostra vocazione naturale e quotidiana, attraverso il contatto con gli altri e la capacità di intercettare nuovi impulsi (le antenne), o di guardare il mondo con uno sguardo diverso (gli occhi sono sulle ali della farfalla) e attraverso la nostra capacità di introspezione (gli occhi della persona sono chiusi). 

Ispirarsi è una sezione del sito di Hangar dedicata all’esplorazione, approfondimento e racconto delle narrazioni del contemporaneo. È stata immaginata per attivare e nutrire un dibattito sullo scenario culturale verso il quale la trasformazione può orientarsi. Curatrici di questa sezione sono professionisti/e, che operano tra la pratica e la teoria, voci capaci di esplorare le complessità del presente, di andare “oltre il binarismo noi/loro”.

L’intento di questa sezione è di praticare “un’apertura radicale e un impegno necessario per realizzare un mondo fatto di comunità piuttosto che di divisioni” (Bell Hooks, Insegnare comunità, edizioni Meltemi 2022).

Ciascuno/a di loro è stata chiamata a condividere la propria prospettiva, la propria narrazione su di un tema specifico attraverso un position paper in cui mettere a fuoco delle parole chiave, delle domande da attraversare insieme a figure che offrono interventi teorici e da riconsiderare attraverso pratiche esperienze di trasformazione. Ciascuna di loro ha dialogato con l’artista Gianluca Costantini e la storica dell’arte Viviana Gravano, per dare forma immagine e forma al loro sguardo.

Tra la parola e l’immagine, tra la teoria e la pratica, tra il soggettivo e il plurale si articola questa ricerca sui temi del contemporaneo, che non ha la pretesa di essere esaustiva né assoluta, ma di attivare un processo di svelamento del presente e che ci auguriamo sia generativo.

Se stai anche tu, persona/organizzazione/rete, immaginando o costruendo dei momenti di riflessione e dialogo sullo scenario della trasformazione culturale e ti interessa entrare in dialogo con Hangar scrivi a segreteria@hangarpiemonte.it.


IMMAGINARE LE TRASFORMAZIONI
Il perché dei disegni di Gianluca Costantini

di Viviana Gravano

I processi di trasformazione hanno sempre a che vedere con l’idea di immaginazione. Poter immaginare qualcosa che muta, si modifica, in relazione a pratiche e visioni che intendono provocare questi mutamenti è di fatto l’atto ontologico della trasformazione. Se guardiamo all’etimo di tutte queste parole in italiano, tutte contengono un riferimento al visivo, alla possibilità di “visualizzare” quello che sarà. Nella trasformazione, è implicita l’idea del dare forma a qualcosa di nuovo, e la parola sembra quasi mostrare in maniera sinestetica un qualcosa che (trans)ita da una forma a un’altra. L’immaginazione è da sempre la capacità di trasporre in immagine un’istanza che ancora non è concreta, o che per meglio dire, appartiene alla materialità del pensiero.

Dunque, abbiamo pensato che il primo approccio a tutti i processi di trasformazione che stiamo immaginando potesse prima di tutto passare per delle immagini, non immagini che già avevano una loro storia e una loro vita, ma immagini create ex novo, disegnate per noi in un dialogo fluido, intenso e fertile, tra il disegnato e le curatrici e i curatori delle diverse sezioni.

Abbiamo scelto Gianluca Costantini per la sua storia come illustratore, graphic novelist e graphic journalist, e citiamo tutte e tre le sue anime proprio perché sono state essenziali nella costruzione di questi disegni che ha realizzato per noi. La sua capacità come illustratore ha fatto si che le parole chiave fornite dalle curatrici e dai curatori, potessero avere un’eco nel suo tratto essenziale, gentile, ma allo stesso tempo deciso e incisivo. Ogni gruppo di parole si è incarnato in corpi, figure umane, ma anche animali, proprio per dirci che della categoria generale di vivente stiamo parlando. Le sue sintetiche e pregnanti strategie visive come graphic novelist hanno costruito in ciascuna immagine una microstoria, una piccola narrazione che si compie in un solo frame con una sua durata narrativa. La sua intensa e molto nota attività come graphic journalist, come attivista per i diritti umani, ha fatto sì che ciascuna istanza che questa nostra trasformazione vuole proporre, appaia già nei disegni come un gesto di politica culturale rivolta a tutte/i, indirizzata al pubblico più ampio possibile, sciolta in un linguaggio che non richiede traduzioni perché si fa capire pur restando nella sua profondità.

Per tutti questi motivi le immagini di Gianluca sono una sorta di premessa visiva a tutti i nostri discorsi scritti, parlati, da ascoltare o da leggere. I suoi disegni sono la porta d’accesso perché dicono ma non affermano, sintetizzano ma non definiscono, si aprono e lasciano entrare tutte le possibili e più varie letture e interpretazioni delle e dei nostri e nostre utenti, ribadendo che loro sono le protagoniste e i protagonisti di ogni trasformazione possibile.


Condividi