“Per una drammaturgia del presente” e gli Obiettivi dell’Agenda 2030

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Hangar Piemonte
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“Per una drammaturgia del presente” è il magazine di Hangar dedicato all’esplorazione, all’approfondimento e al racconto delle narrazioni del contemporaneo. È stato immaginato per attivare e nutrire il dibattito sugli scenari culturali, nella convinzione che essi possano fornire a tutti coloro che vivono e attraversano processi di trasformazione una bussola per navigare in tempi incerti.
La contemporaneità e le sue sfide, se guardate in quest’ottica, ci parlano di esigenze trasversali a tutti i campi del sapere e a tutti i settori produttivi della nostra società, di tematiche che individuano nel perseguimento dello sviluppo sostenibile un obiettivo comune e più che mai urgente.
Proprio partendo dagli obiettivi indicati dalle Nazioni Unite nell’Agenda 2030, questa sezione intende sottolineare il ruolo attivo e fondamentale della cultura nella costruzione di un futuro più equo e sostenibile, capace di mettere al centro il benessere delle persone e del pianeta. Interpretare i temi dell’Agenda con uno sguardo culturale, significa avvicinarli all’esperienza umana, formare una sensibilità collettiva che sappia accoglierli non come un semplice adempimento normativo ma come una responsabilità sincera e condivisa.
Gli 8 goals proposti in questo spazio costituiscono, dunque, un punto di partenza: una chiave attraverso cui leggere ed esplorare i contenuti sviluppati in questi anni da un team esperto di curatori e curatrici.
Ciascuno di loro, invitato ad indagare il sentire presente, ha contribuito offrendo la propria narrazione su una tematica specifica, spaziando dall’accessibilità all’ecologia, dal digitale alla collaborazione. Portando nuova consapevolezza su questi temi, Hangar promuove una riflessione che riguarda in primis le organizzazioni culturali, chiamate a scegliere con attenzione i discorsi in cui riconoscersi, attraverso cui impostare un dialogo significativo con i pubblici e affrontare i cambiamenti in atto.
A questo già importante lavoro, si aggiunge la necessità ormai improrogabile di portare il linguaggio culturale fuori dalla propria dimensione autoreferenziale: solo esplicitando il valore della cultura anche ad altri tipi di interlocutori, economici e sociali, è possibile riconoscerla come uno strumento di sviluppo realmente strategico.
In questo scenario, l’alternarsi di contributi teorici e racconti di esperienze di trasformazione mostra a chi opera sul campo nuove strade percorribili. Senza la pretesa di trovare soluzioni definitive e univoche, questa sezione si propone di aprire uno spazio di pensiero e confronto in cui le risposte alle sfide globali possano essere discusse, immaginate e attuate insieme, in un esercizio di reciprocità e cooperazione fra comparti.
Questo intento è stato tradotto in immagine dall’artista Beto Val, che ha accettato la sfida di interpretare visivamente gli obiettivi di sviluppo sostenibile a cui Hangar e le sue narrazioni si ispirano, restituendone appieno la complessità.
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