9 Marzo 2026

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Art for Change: alleanze intersettoriali per l’interesse generale 

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Hangar Piemonte

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Arte, impresa e pubblica amministrazione come campo di sperimentazione condivisa 

Art for Change è una traiettoria di ricerca operativa e sperimentazione promossa da Hangar Piemonte con l’obiettivo di costruire contesti strutturati di incontro, dialogo strategico e collaborazione tra settore artistico-culturale, comparto imprenditoriale e sistema istituzionale. Un percorso che assume l’interesse generale (è possibile approfondire il tema in questo articolo di Mara Loro per Labsus – Laboratorio di Sussidiarietà), non come principio astratto, ma come piattaforma di dialogo e di confronto tra quegli attori sociali, culturali ed economici e istituzionali coinvolti nei processi di trasformazione dei territori regionali.  

Gli eventi pubblici e gli hub di confronto attivati da Art for Change sono pensati come momenti di lavoro e di ascolto, in cui far emergere bisogni, aspettative e punti di vista diversi. Attraverso il confronto tra linguaggi e comparti, questi dispositivi permettono di rendere visibili asimmetrie spesso implicite e di avviare un percorso di costruzione di visioni condivise. In questo quadro, la cornice dello sviluppo sostenibile e dell’Agenda 2030 offre un terreno comune di riferimento, entro cui mettere in relazione pratiche, priorità e istanze di valore collettivo provenienti da ambiti differenti. 

Questo progetto infatti nasce dall’esigenza di superare approcci episodici alla collaborazione tra cultura, impresa e pubblica amministrazione, per lavorare invece sulla costruzione di spazi, dispositivi e posture capaci di generare apprendimento reciproco, fiducia e progettualità condivise, contribuendo a rendere visibile e condivisibile il valore della collaborazione intersettoriale e il contributo specifico che arte e cultura possono apportare ai processi di sviluppo territoriale.  

In questa prospettiva, Art for Change guarda alla costruzione, nel tempo, di una rete stabile di relazioni, competenze e pratiche, aperta a organizzazioni artistiche e culturali, imprese ed enti pubblici, capace di consolidarsi e riconoscersi attraverso il lavoro comune.  

L’evento del 17 novembre  

In questo quadro si colloca l’appuntamento “Art for Change. Arte, impresa, pubblica amministrazione per l’interesse generale”, svoltosi il 17 novembre 2025 presso la Fondazione Pistoletto Cittadellarte di Biella, all’interno della programmazione di Biella Città Creativa UNESCO. L’incontro ha rappresentato il primo momento pubblico e territoriale di un percorso destinato a proseguire nel corso del 2026 con ulteriori appuntamenti sul territorio regionale. 

La giornata si è articolata in una sessione plenaria e in una serie di hub di confronto tematici, pensati come spazi di lavoro e di ascolto tra soggetti provenienti dal mondo artistico-culturale, dal comparto imprenditoriale e dalla pubblica amministrazione. Attraverso il confronto tra esperienze, linguaggi e prospettive diverse, l’incontro ha favorito l’emersione di bisogni, aspettative e possibili aree di convergenza tra i settori, ponendo le basi per un lavoro di approfondimento e sviluppo condiviso. 

La cabina di regia e la Rete Art for Change 

L’evento di Biella è stato reso possibile da un ampio partenariato di regia, che ha coinvolto soggetti nazionali e territoriali con competenze complementari, contribuendo alla costruzione di un contesto di lavoro plurale e multilivello. L’iniziativa è stata promossa e realizzata da Hangar Piemonte insieme a Fondazione Pistoletto Cittadellarte, Confcooperative Cultura Turismo e Sport, Confcooperative Piemonte Nord e ALES – Arte Lavoro e Servizi S.p.A., con il supporto del partner tecnico Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà e il contributo dei community partner CCW – Cultural Welfare Center, CNA Associazione Biella, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Fondazione Selina Azzoaglio, ISTUD srl – Cottino Social Impact, OLI – Adriano Olivetti Leadership Institute e Rete MagnoLab. 

A questo partenariato si affiancano le organizzazioni della Rete Art for Change, composta da 16 realtà artistiche e culturali piemontesi selezionate tramite call pubblica, impegnate in un percorso di ricerca e sperimentazione volto a esplorare nuove sinergie con il comparto economico e istituzionale sui temi del welfare aziendale e dello sviluppo sostenibile. La rete è formata da Kublaiklan; Fondazione Torino Musei / MAO Museo d’Arte Orientale di Torino; Fondazione CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia; Dispari Teatro; Goodness APS; Fondazione Nuto Revelli Onlus; Associazione Archeia; Print Club Torino; Fondazione Circolo dei Lettori; Associazione culturale CO.H; Tedacà APS; La Nuova Maniera APS con Viaggi Solidali; Asterlizze; Circo Madera. 

Partecipazione e composizione 

All’incontro hanno partecipato 99 persone, con una composizione fortemente eterogenea: 

  • 38% settore culturale e sociale 
  • 38% settore imprenditoriale 
  • 23% settore istituzionale 

La varietà dei soggetti coinvolti ha confermato l’esistenza di un interesse trasversale verso modelli di collaborazione intersettoriale, ma anche la necessità di rafforzare dispositivi di governance e accompagnamento per sostenere tali processi. 

Gli hub di confronto come dispositivo di lavoro 

Gli hub di confronto del pomeriggio sono stati concepiti come dispositivi di approfondimento tematico e confronto operativo, capaci di attivare ascolto, lavoro partecipativo e apprendimento collettivo. 

Gli hub hanno affrontato quattro ambiti ritenuti strategici: 

  • welfare aziendale e territoriale 
  • partenariati pubblico-privati 
  • sviluppo sostenibile 
  • Art Bonus 

Hub Welfare: arte e cultura come infrastrutture di benessere

Inquadramento 
Il tavolo dedicato al welfare ha approfondito il ruolo di arte e cultura come infrastrutture relazionali e cognitive, capaci di incidere sul benessere delle persone, delle organizzazioni e dei territori. Il welfare è stato assunto non come insieme di benefit, ma come campo di sperimentazione di alleanze tra impresa, cultura e comunità. 

Casi studio 
Nel confronto sono stati presentati diversi casi di integrazione tra pratiche artistiche e organizzazione del lavoro: 

  • Fresia Alluminio, con pratiche artistiche integrate nei processi aziendali come strumenti di riconoscimento, appartenenza e cura degli spazi; 
  • Zordan Srl, impegnata in un percorso di trasformazione organizzativa orientato alle 3P (People, Planet, Prosperity), che include governance partecipata e museo d’impresa; 
  • Sella Lab, con modelli di welfare innovativi che intrecciano digitalizzazione, sviluppo locale e attrattività territoriale; 
  • AIDP – Associazione Direttori Personale, attraverso percorsi strutturati di introduzione dell’arte nelle organizzazioni; 
  • AIDAF – Associazione Italiana Azienda Familiare, che utilizza l’arte come leva di umanizzazione del lavoro e costruzione di senso in fasi di transizione.  

Output e temi emersi 
Dal confronto è emersa una rilettura condivisa del welfare come welfare territoriale, in cui imprese, enti culturali e istituzioni sono corresponsabili delle politiche di benessere. Sono emerse inoltre tensioni legate alla difficoltà di passare da interventi simbolici a pratiche strutturate, evidenziando il bisogno di dispositivi di accompagnamento e leadership capaci di sostenere il cambiamento. 

Hub Partenariati pubblico-privati: strumenti, sperimentazioni e posture collaborative

Inquadramento 
Il tavolo sui partenariati pubblico-privati ha affrontato questi strumenti come leve strategiche per la realizzazione di progetti culturali e di innovazione sociale, in un contesto di crescente complessità e risorse pubbliche limitate. 

Casi ed esempi 
Il confronto ha richiamato alcune sperimentazioni applicative

  • esperienze di gestione e valorizzazione di spazi pubblici e culturali attraverso modelli di partenariato, come il caso del Teatro Nuovo, citato come esempio di governance condivisa; 
  • distretti commerciali come “terreni neutri” di sperimentazione, capaci di mettere in relazione amministrazioni, imprese e operatori culturali; 
  • il ruolo di figure di mediazione e soggetti intermedi nel tradurre linguaggi e aspettative tra attori diversi, ambito in cui Hangar è stato riconosciuto come soggetto potenzialmente strategico. 

Output e temi emersi 
Sono emerse forti asimmetrie territoriali nella capacità amministrativa, una diffusa difficoltà delle PA a passare da posture difensive a pratiche di coprogettazione e la necessità di spostare l’attenzione dagli strumenti agli esiti e agli impatti del partenariato. 

Hub Sviluppo sostenibile: dalla visione alle scelte strategiche

Inquadramento 
Il tavolo ha affrontato la sostenibilità come scelta strategica e non come adempimento, capace di orientare modelli organizzativi, processi decisionali e posizionamento. 

Casi studio 
Il caso di MagnoLab ha offerto un esempio concreto di rete di imprese manifatturiere orientate alla rigenerazione, integrando innovazione, sapere produttivo, responsabilità territoriale e sostenibilità ambientale. 

Output e temi emersi 
Il confronto ha evidenziato la necessità di affrontare trade-off complessi, dotarsi di modelli di governance e sviluppare metriche di impatto. La sostenibilità è stata intesa come ricerca di un equilibrio dinamico tra dimensione ambientale, sociale ed economica, orientata al perseguimento di un interesse che supera quello individuale: bene comune, benessere equo e duraturo. È emerso il ruolo dell’arte come linguaggio capace di rendere visibili le urgenze del presente e di accompagnare i processi di cambiamento. 

Hub Art Bonus

Una leva potenziale ancora parzialmente inespressa 

Inquadramento 
Il tavolo ha restituito una fotografia articolata dell’Art Bonus come strumento di sostegno alla cultura, mettendone in luce potenzialità e limiti applicativi. 

Casi studio 
L’esperienza del Museo Borgogna ha mostrato come l’Art Bonus possa dialogare con le strategie ESG delle imprese e con le politiche di welfare aziendale, se inserito in una visione progettuale chiara. 

Output e temi emersi 
Sono emerse difficoltà di accesso, incertezze interpretative e una forte esigenza di alfabetizzazione e accompagnamento progettuale, soprattutto per le realtà culturali meno strutturate. Il confronto ha inoltre evidenziato la necessità di maggiore chiarezza sulle modalità di accesso e sulle condizioni di utilizzo dello strumento, insieme a un crescente interesse per un ampliamento e una maggiore apertura del perimetro normativo. 

Apprendimenti trasversali e prospettive 

Nel loro insieme, gli hub hanno restituito apprendimenti comuni: 

  • necessità di linguaggi condivisi tra settori; 
  • bisogno di dispositivi di accompagnamento e governance; 
  • valore di soggetti intermedi capaci di facilitare alleanze intersettoriali. 

Le risposte ai questionari di valutazione hanno confermato la capacità dell’incontro di generare relazioni, nuove domande e prospettive di collaborazione, rafforzando l’esigenza di continuità. 

Il ruolo di Hangar e i prossimi sviluppi 

All’interno di questa traiettoria, Hangar opera come soggetto di regia e facilitazione, lavorando sulla costruzione di spazi di mediazione e sulla traduzione degli apprendimenti in prospettive strategico – operative. In questa direzione si inserisce anche lo sviluppo di Hangar Square, piattaforma relazionale e progettuale pensata per sostenere un ecosistema intersettoriale.

Il percorso Art for Change proseguirà nel 2026 con nuovi appuntamenti territoriali, con l’obiettivo di trasformare gli apprendimenti emersi in pratiche e modelli capaci di supportare i processi di trasformazione culturale nel territorio regionale. 

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