Art for Change – Intervista all’imprenditore Marco Bardelle

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Hangar Piemonte
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Nell’ambito dell’area dedicata alla ricerca operativa, Hangar ha avviato una linea di sviluppo progettuale, Art for Change, atta a costruire pre-testi di incontro e dialogo strategico tra il settore artistico/culturale e quello imprenditoriale ed economico per generare valore e senso comune, nell’ambito dello sviluppo sostenibile dei territori.
Il 17 novembre 2025, presso Palazzo Del Buongoverno – Spazio Agorà Statodellarte – Fondazione Pistoletto Cittadellarte a Biella (Costa di Riva 11), si terrà un appuntamento per indagare le potenzialità di una relazione strategica tra comparto artistico-culturale, imprenditoriale e istituzionale per lo sviluppo sostenibile dei territori.
Per rilanciare l’appuntamento, Hangar ha intervistato alcuni imprenditori sui temi dell’appuntamento. Un modo per cominciare a parlare di interesse generale, strumenti giuridici di collaborazione tra pubblico e privato, Art Bonus, sviluppo sostenibile e welfare aziendale, tematiche che saranno affrontate nel corso dell’incontro. Per avere maggiori informazioni sull’evento e su come partecipare clicca qui.
Dopo l’intervista a Francesco Casoli, Presidente di Elica, azienda marchigiana di design e produzione di elettrodometici dedicati al cooking (che si può leggere cliccando qui) ed Enzo Gerbi, enologo e direttore della Cantina Barbera dei Sei Castelli (che si può leggere cliccando qui) oggi condividiamo la conversazione con Marco Bardelle, CEO Tintoria Finissaggio 2000, Co-fondatore Magnolab e Slow Fiber.
Marco Bardelle e l’esperienza di Magnolab
«Vengo da una formazione economica e da un’esperienza iniziale nella finanza internazionale, in Sud America e in Africa – racconta Marco Bardelle – Nel 2008 ho scelto di tornare a Biella per entrare nel settore tessile; oggi sono CEO di Tintoria Finissaggio 2000 e co-fondatore di Magnolab e Slow Fiber.
La mia storia imprenditoriale nasce dal desiderio di rigenerare, non solo produrre: creare un modello industriale che metta al centro il sapere manifatturiero, la sostenibilità e la responsabilità verso il territorio. Con Magnolab abbiamo dato forma a questa visione».
La collaborazione con il territorio per Bardelle nasce dal desiderio di trasformare l’impresa in un luogo aperto e generativo: «Magnolab accoglie studenti, designer e tecnici, e dialoga con università, brand e istituzioni per costruire nuove connessioni tra ricerca, creatività e manifattura. In questo incontro tra saperi diversi prende forma una nuova alleanza tra impresa, comunità e ambiente: un modello di cooperazione che unisce innovazione sostenibile, formazione e rigenerazione industriale, restituendo significato al fare e valore al territorio».
L’impatto per il fondatore è tangibile: «Sul piano economico, Magnolab accelera l’innovazione riducendo i tempi tra ricerca e produzione; socialmente, forma nuove competenze tecniche e manageriali; culturalmente, restituisce dignità e visione alla manifattura; ambientalmente, sperimenta filiere di riciclo meccanico e chimico, contribuendo alla riduzione degli scarti e delle emissioni. In sintesi, genera valore condiviso in un ecosistema che unisce impresa, scuola e territorio».
Un esperienza positiva che per Bardelle è da replicare: «Magnolab è un modello esportabile anche in altre Industries: dimostra che la competitività non nasce dal proteggere il proprio perimetro, ma dal mettere in comune risorse e visioni. È un modo nuovo di fare impresa, dove la sostenibilità non è un obbligo ma una scelta che può generare ritorni economici, non meno importante è una forma evoluta di libertà e responsabilità verso la comunità».
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