Cultura: memoria collettiva e possibilità di futuro

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La parola cultura deriva dal verbo colĕre, letteralmente coltivare un terreno, prendersene cura.
Nella sua origine c’è dunque un’azione molto concreta, un gesto che richiede tempo, attenzione, dedizione e che, tanto nella sua accezione agricola quanto filosofica, ha come obiettivo l’espressione visibile di un potenziale.
È da qui che vogliamo ripartire, per proseguire il percorso avviato con il vocabolario intersettoriale di Hangar Piemonte.
Dopo ecosistema, abbiamo scelto dunque di interrogare un termine che ci riguarda ancora più da vicino, non solo come operatori e operatrici culturali ma come specie umana. Cultura è ciò che siamo, che produciamo, ma anche ciò che ereditiamo e trasformiamo; attraversa il nostro modo di pensare, comunicare, entrare in relazione, attribuire significati a ciò che ci circonda. È insieme memoria collettiva e possibilità di futuro.
Proprio perché così presente nel nostro linguaggio, rischiamo talvolta di darne per scontato il significato, o perfino di associarla ad uno spazio tanto affascinante quanto apparentemente lontano dalla vita. Ma basta spostare il punto di osservazione per ampliarne i confini e aprire nuove domande.
Che cosa intendiamo, allora, quando parliamo di cultura?
Abbiamo affidato questa domanda a prospettive differenti – dalla salute alla biologia, dalle scienze agrarie all’arte, dall’antropologia alla geografia – non per ricomporle in un’unica definizione, ma per lasciare che ciascuna ne illuminasse una parte. Ne emerge una parola viva che forse, proprio come suggerisce l’etimologia, non chiede di essere osservata ma di essere condivisa e coltivata.
Punto di vista: salute
Claudio Tortone, Responsabile dell’Area Assistenza a Piani e Progetti di DoRS Regione Piemonte, Centro di Documentazione per la Promozione della Salute presso l’ASL TO3
Definizione: La cultura è una dimensione dei determinanti sociali della salute e dell’equità. I valori e le tradizioni connotano le persone, le comunità locali e le società: caratteristiche di cui tener conto e rispetto nelle azioni di Promozione della Salute. Uno spazio di incontro tra queste è dato dalle pratiche artistiche e culturali. Uno spazio libero dal giudizio, in cui le persone possano esprimersi più liberamente, raccontarsi e incontrarsi, creare nuove possibilità e sperimentare relazioni di fiducia.
Elementi simbolici: persone con caratteristiche diverse che si incontrano, una piazza, un murales
Punto di vista: biologia
Luca Munaron, Professore ordinario di Fisiologia presso l’Università degli Studi di Torino e socio dell’Accademia delle Scienze di Torino.
Definizione: La cultura è il risultato delle interazioni e della comunicazione fra individui e, in quanto tale, è un processo che rientra a pieno titolo nell’evoluzione biologica. Pur essendo parte di quest’ultima, segue meccanismi e regole proprie: si trasmette per ereditarietà dei caratteri acquisiti e procede con una rapidità esponenzialmente maggiore. Per un biologo, comprenderla significa adottare una prospettiva storico-evoluzionistica, capace di dare ragione di ciò che osserviamo nel presente.
Elementi simbolici: un’impronta o una traccia che si prolunga, un’onda che si propaga nell’acqua
Punto di vista: scienze agrarie
Stefano Bruzzese, Assegnista postdoc presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Torino
Definizione: Cultura deriva dal latino colere, cioè coltivare. Non sorprende quindi che agricoltura significhi, letteralmente, coltivazione del campo: tra le due parole esiste un legame profondo, che affonda le radici nella storia dell’umanità. Con la nascita dell’agricoltura, circa 10-12 mila anni fa, l’uomo iniziò a costruire società sempre più complesse. Nelle scienze agrarie, la cultura è un sapere che nasce nei luoghi: conoscenze, pratiche, biodiversità e paesaggi tramandati nel tempo. È memoria, ma anche cura, crescita e capacità di trasformare il futuro.
Elementi simbolici: un paesaggio agrario (ad esempio un terrazzamento, una vigna, una risaia, un frutteto), una pratica agricola (ad esempio la semina o l’irrigazione dei campi)
Punto di vista: arte e antrpologia
Leone Contini, Artista, antropologo e dottorando in Pratiche Artistiche e Cultura del Progetto presso NABA
Definizione: La cultura è l’elefante nella stanza dell’antropologia: una ragnatela tessuta dall’animale simbolico? Qualcosa invece di quantificabile, nei termini ad esempio di risposta ambientale? Ma gli studi sul comportamento animale forzano la cultura oltre i limiti della nostra specie, se davvero alcuni cetacei sviluppano forme di comunicazione che divergono da un gruppo sociale all’altro, come lingue. Forse le orche hanno saghe orali, cosmogonie, religioni, e forse ci studiano da secoli, antropologhe.
Elementi simbolici: una ragnatela, un occhio/ una lente/ un taccuino, delle onde sonore, un oceano abitato da creature marine
Punto di vista: geografia
Alberto Vanolo, Professore ordinario di Geografia politica ed economica presso il Dipartimento Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino
Definizione: Le culture sono i modi con cui i gruppi umani danno senso e forma ai mondi che abitano, per esempio con parole, gesti, riti, oggetti, immaginari. Ogni cultura nasce in luoghi e tempi precisi, ma vive di movimento, contatto e ibridazione: circola, si mescola, cambia significato viaggiando da un luogo all’altro, e per questo è bene parlare di culture, al plurale. Definirle è un atto politico che implica il potere di decidere appartenenze ed esclusioni, cosa meriti cura e cosa vada dimenticato.
Elementi simbolici: un muro con manifesti sovrapposti a strati, magari in lingue diverse, un piatto composto da cibi molto differenti e geograficamente distanti, un banco del mercato/supermercato con sopra una varietà di prodotti/oggetti
Il vocabolario intersettoriale
Con questa nuova linea editoriale dedicata al vocabolario intersettoriale, Hangar ha scelto di interrogare alcune delle parole che attraversano quotidianamente il proprio lavoro e quello delle organizzazioni, delle istituzioni e delle comunità con cui entra in relazione.
L’obiettivo non è costruire definizioni univoche, ma aprire spazi di confronto. Per questo motivo Hangar ha scelto di avviare un lavoro di raccolta e messa in dialogo di sguardi provenienti da discipline differenti, nella convinzione che l’intersettorialità non sia soltanto una modalità operativa, ma anche una pratica linguistica e culturale.
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