25 Marzo 2024

H-Research

La traiettoria di Educare alla Bellezza e la sua Comunità di Ricerca

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Hangar Piemonte

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Educare alla Bellezza è una progettualità realizzata per lo sviluppo strategico delle relazioni tra le realtà scolastiche e quelle operanti nell’ambito dell’arte, della cultura e della salute. Si sviluppa a partire da una domanda chiave: “In che modo il linguaggio e i luoghi delle arti e della cultura possono rappresentare un valore e un senso per la scuola oggi?“ condivisa tra gli attori della sanità, della cultura e dell’istruzione coinvolti nel processo. Una domanda posta per intercettare traiettorie, prospettive di ricerca, nell’intento di costruire un contesto di apprendimento all’interno del quale ciascun attore possa elaborare la propria risposta puntuale o strategica. 

Il percorso, che si avvale della curatela di Hangar, promosso dalla Fondazione Piemonte dal Vivo con la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus, in collaborazione con DoRS Regione Piemonte – Centro di Documentazione Regionale per la Promozione della Salute e Università di Milano Bicocca, ha infatti messo in campo pratiche e formule innovative, ha creato nuove reti e collaborazioni transettoriali e transidisciplinari realizzando nuovi modelli nella costruzione di progettualità capaci di unire il mondo della Scuola, della Cultura e della Salute e sta così contribuendo a determinare anche nuove policy da attuare a livello istituzionale. 

L’incontro fra il corpo docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado con gli artisti e le artiste di 13 compagnie del circuito del Teatro Ragazzi del Piemonte, in dialogo con gli esperti di Hangar, il dipartimento delle Scienze Umane Riccardo Massa dell’Università di Milano Bicocca e con gli esperti e le esperte di DoRS Piemonte, ha consentito di analizzare i bisogni del mondo scolastico e ha stimolato un nuovo modo di lavorare in sinergia. Le compagnie, infatti, si sono aggregate liberamente per creare nuovi team operativi che hanno elaborato proposte artistiche in risposta ai bisogni emersi. 

Dopo una prima fase di accompagnamento a cura di Hangar Piemonte e Milano Bicocca, sono stati così realizzati 7 progetti specifici7 laboratori che le ASL della Regione Piemonte hanno inserito nei propri cataloghi di proposte alle scuole nell’ambito dei percorsi di Promozione della Salute. 

L’anno scolastico piemontese 2023-2024 si arricchisce così di queste nuove opportunità per lavorare con gli studenti e i docenti attorno ad alcuni temi-chiave: il benessere psico-fisico, la cura delle emozioni, la scuola come bene comune e la relazione con il patrimonio culturale del proprio territorio e la prevenzione della dispersione scolastica, che verranno affrontati nel corso dei 7 laboratori. Inoltre, si svolgeranno 6 residenze artistiche legate alla già esistente progettualità de Il Miglio intorno alla scuola. Novità della progettualità congiunta è la creazione di percorsi artistici nella natura e in città nelle aree limitrofe agli edifici scolastici. 

La Comunità di Ricerca EDB 

Educare alla Bellezza si compone anche di una Comunità di Ricerca, fatta di policy maker, enti di ricerca, ricercatrici, ricercatori e compagnie teatrali, che rappresenta uno strumento innovativo di sviluppo. Guidata da un team di ricercatrici di Milano Bicocca, permette di analizzare le esperienze vissute nel corso dei 7 laboratori, legge i dati emersi sul campo e apre occasioni di dialogo nell’arco di 4 incontri (6 dicembre 2023, 7 febbraio 2024, 10 aprile 2024 e 5 giugno 2024) in cui confrontarsi sulle sfide, ma anche sulle opportunità riscontrate nel lavoro sul campo.  

Educare alla Bellezza vuole essere un progetto che abilita il contesto, che dà voce al mondo della scuola, che favorisce l’emersione di nuove riflessioni e che pone nelle condizioni di esplicitare le proprie richieste, allo stesso tempo dando al settore dello spettacolo dal vivo la possibilità di interrogarsi sulla sua offerta. Per farlo, si appoggia al mondo all’università e della ricerca per garantire, durante tutto il processo, una supervisione ed un monitoraggio competenti così da modellizzare l’esperienza e condividere i risultati che emergeranno con una comunità più ampia. 

La Comunità di Ricerca, e il progetto tutto, hanno il compito di ricreare una connessione tra i mondi della scuola, della salute e dello spettacolo dal vivo, cercando la via per superare il senso di scollamento tra queste diverse realtà grazie alla cultura. Per farlo, è necessario individuare delle possibilità di trasformazione, abilitare, renderle possibili, partendo da nuove visioni che nascono dal confronto con la realtà e con i desideri. Un lavoro congiunto tra diversi soggetti per rimettersi in movimento, ripensarsi e farlo con attenzione e confronto continuo. 

Il processo è in divenire e grazie agli incontri della Comunità di Ricerca si sta contribuendo a comprendere come cambiare le proprie posture grazie a sguardi e a fare dei diversi mondi e settori coinvolti.  Una comunità che si informa reciprocamente e fa sistema, che agisce per far capire il proprio mondo e quello degli altri e si apre a sua volta al ripensamento e alle nuove possibilità che questo progetto potrà offrire. 

Abbiamo chiesto ai partecipanti della Comunità di Ricerca quali siano il valore e il senso della comunità sul loro lavoro. Per leggere il valore e il lavoro alla base della comunità di ricerca per Hangar e il contributo di Mara Loro, direttrice di Hangar Piemonte, clicca qui.

Matteo Negrin – Direttore Fondazione Piemonte dal Vivo

«Il comparto culturale in Italia è ancora per certi versi intrappolato nell’Estetica del Genio: l’accesso alla Cultura nel mio specifico dello Spettacolo dal Vivo è tutt’oggi inteso come un rito iniziatico tramite il quale le direzioni artistiche illuminano il percorso di quanti – riconoscendone l’autorità – vogliano accedere alla visione del vero, del giusto e del bello. La comunità di ricerca deroga a questa postura, facendo sedere in cerchio con pari autorevolezza portatori e portatrici di interessi d’area vasta, dall’educazione alla promozione della salute, dall’arte alla ricerca di matrice accademica. Una comunità di ricerca così intesa è anzitutto sostenibile, perché prevede l’adeguata soddisfazione di tutti i portatori di interesse coinvolti; secondariamente, è un moltiplicatore geometrico che supera ampiamente il setting del tavolo di confronto: pur lasciando intatte le responsabilità di ciascuno, offre a chi ha funzioni di direzione la possibilità di poter orientare le proprie scelte alla luce di un’intelligenza collettiva».

Emiliano Bronzino – Direttore Artistico e Progettuale Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus

«In un momento di profonda evoluzione di tutto il comparte del Teatro per le Nuove Generazioni, la comunità di ricerca di Hangar sposta l’attenzione dalla creazione di un risultato alla formalizzazione di percorsi condivisi. Questo spostamento del nostro focus amplia l’orizzonte dentro cui ci muoviamo e incrementa il respiro del nostro sguardo. I risultati di questo respiro più ampio sono una maggiore aderenza tra progetto e prodotto, una attenzione che si concretizza nelle ricadute sul pubblico e sorprendentemente sviluppa percorsi di benessere nella comunità di ricerca. Questo benessere avvicina creatori e fruitori e sorprendentemente sovrappone senso e valore della comunità».

Francesca Antonacci, Nicoletta Ferri, Giulia Schiavone – Dipartimento di Scienza Umane dell’Educazione Riccardo Massa dell’Università Milano Bicocca

«Come ricercatrici, afferenti al Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” (Università di Milano-Bicocca), interessate alla relazione tra educazione, linguaggi performativi e pratiche di innovazione scolastica, le occasioni offerte da Hangar Piemonte all’interno delle due comunità di ricerca che ci vedono coinvolte sono per noi campo privilegiato per abitare in senso pieno la ricerca. Una ricerca che si costruisce nel dialogo e nella co-progettazione con tutti i soggetti interessati a sostenere e promuovere esperienze culturali dalla vocazione trasformativa. Le comunità di ricerca sono per noi contesti elettivi in cui coltivare un dialogo co-generativo, dove le rispettive competenze professionali possono entrare in gioco in modo dialettico, contribuendo a una lettura complessa ed ecologica dei fenomeni osservati».

Simonetta Lingua – DoRS e referente regionale del programma Scuole che promuovono Salute 

«ll mio lavoro di promotore della salute mi porta spesso a confrontarmi con opportunità diverse e ad avere viste privilegiate su molte realtà conosciute dal vivo o attraverso la letteratura, ma il percorso della comunità di ricerca accompagna questa conoscenza attraverso la possibilità di leggere i diversi punti di vista e di costruire qualcosa di nuovo in questo incontro tra visioni. Le scuole che promuovono salute si occupano di benessere e di partecipazione attiva dei protagonisti così come si sperimenta nella comunità di ricerca che per me ha alla base il grande valore di tessere relazioni generative e proficue». 

Sebastiano Amadio – Faber Teater 

«Sono parte di una realtà teatrale di gruppo, in cui la condivisione di pratiche relazionali artistico-gestionali è fondamentale per la creazione di un ambiente lavorativo fecondo e valorizzante.  

La comunità di ricerca è quindi un’occasione per nutrire il mio mondo di riferimento grazie a un confronto esterno su dimensioni diverse e correlate:  

  • la dimensione del fare e contemporaneamente quello della riflessione sul fare (dimensione di metodo, attivata e stimolata dagli strumenti di ricerca proposti dall’università Bicocca);  
  • la dimensione sinergica tra i diversi “attori territoriali” tra i quali nasce un linguaggio condiviso sulla base di intenti esplicitati e resi comuni (per la comunità); 
  • la dimensione ludico-pedagogica dello scambio di pratiche del “buon lavorare insieme”».

Luca Vonella – Teatro a Canone 

«La comunità di ricerca che si è venuta a creare grazie ai progetti di Hanagr Piemonte è una grande opportunità di agire in modo organizzato, secondo dei criteri e dei valori comuni. Era qualcosa di auspicabile. Un modo per ragionare su scala regionale sulle modalità e sugli approcci possibili al fine di essere efficaci sul nostro territorio. anche un circuito di idee, che genera collaborazioni altrimenti difficili. È il coordinamento di culture e azioni, un processo formativo e di sperimentazione sociale, di una pedagogia sperimentale che è il segno di una qualità della vita culturale. La comunità. infine è un luogo di scambio di saperi che può far maturare un pensiero articolato e condiviso». 
 

Stefania Rosso – Direttrice artistica Liberipensatori Paul Valéry 

“Principalmente il valore della comunità di ricerca ha significato per noi uno spronarci a superare i meccanismi consolidati tipici di una compagnia teatrale. A esplorare nuove soluzioni e punti di vista nella creazione di un percorso laboratoriale. Spesso le abitudini e le pratiche consolidate possono diventare un ostacolo alla creatività e all’innovazione mentre la presenza di una comunità di ricerca ci offre una preziosa opportunità di sfida e crescita. Imparare a sintetizzare le principali conclusioni e i punti chiave emersi durante l’attività, identificare parole significative, visualizzare in una grafica un percorso. La creatività artistica spesso si basa sull’intuizione, sull’ispirazione e sull’espressione personale che in questo caso ci ha richiesto una maggiore attenzione nei confronti di una forma di logica interna coerente con lo spirito del vasto lavoro d’insieme prendendo direzioni originali e inaspettate e contemporaneamente all’instaurarsi di buone dinamiche relazionali.”    

Fabio Castello – Le Sillabe 

«Il senso e il valore della comunità di ricerca consiste in  quel particolare “essere insieme”, che anche oggi, in questo luogo e a quest’ora, si fa presente, ossia trova una sua localizzazione e temporalizzazione. Il senso e il valore della comunità di ricerca per il nostro lavoro è un “dono”, trovare punti di risonanza con l’umanità che attraversa tutti, cercare punti di comunione con l’umanità dell’altro per creare il Nuovo. Un nuovo che apre alla possibilità di un movimento per un bene comune». 

Tamara Caforio – Referente Settore Educazione Compagnia Il Melarancio Coop. Soc. ETS 

«Il valore e il senso della comunità di ricerca per me hanno principalmente la funzione pedagogica di interconnettere la teoria con la pratica attraverso la condivisione e la partecipazione. Ascoltare le diverse prospettive con attitudine all’apertura verso l’altro, con l’intento di indagare e riflettere insieme, per costruire una presa di coscienza collettiva. La ricerca pedagogica deve riguardare i problemi che riguardano la persona, ma anche il suo cambiamento ed è in questa direzione che si cerca di agire. La nostra comunità di ricerca si orienta verso la cooperazione per il raggiungimento dei comuni obiettivi, avvicinandosi e distanziandosi al problema, per poterlo meglio insieme analizzare e comprendere. E questo implica la valorizzazione dei rapporti interpersonali, oltre alla passione per il sapere e per il ricercare».

Riccardo Gili e Costanza Frola – Compagni di Viaggio 

«La Comunità di ricerca è per noi una grande opportunità. Due parole magiche, comunità e ricerca, che ci hanno sempre attratto, che allargano il nostro sguardo, che ci offrono orizzonti verso i quali vogliamo tendere. Purtroppo la quotidianità del lavoro, delle urgenze che si porta dietro, della necessità di essere concreti e di monetizzare il tempo impiegato fa sì che lo spazio da dedicare a questi obiettivi spesso svanisca come l’arcobaleno dopo un temporale. L’iniziativa di Hangar ci sta dando la possibilità di vivere un’esperienza di vera ricerca senza l’urgenza di trasformarla immediatamente in un lavoro, di conoscere stili,  linguaggi, contesti nuovi attraverso gli incontri che ci aprono lo sguardo a nuove possibilità che potrebbero diventare opportunità, ma senza focalizzarci su di esse.  Era necessario un soggetto esterno, come Hangar, che desse il via con pazienza e competenza a questo progetto nuovo e che fosse disponibile a riorientare il cammino, a mettersi in gioco come noi durante il percorso, che avesse voglia di costruire con noi una grammatica comune. Perché capirci non è sempre facile.  E attraverso la ricerca stiamo costruendo una comunità dove la diffidenza, che spesso noi artisti coltiviamo, si sta trasformando in disponibilità e le competenze possono diventare patrimonio comune per poterle riversare in modo  sempre più efficace alla Comunità a cui ogni giorno facciamo riferimento». 

Elena Maria Olivero – Associazione Didee

«Per me la comunità di ricerca riproduce in scala più grande il senso di continuità e organicità che mi piace trovare nell’impegno quotidiano: così come a dare forma al mio lavoro sono le relazioni fra persone, spazi e tempi, allo stesso modo l’esperienza di scambio con realtà pari alla mia – ma diverse – apre un ulteriore livello di connessioni che accresce l’ecosistema in cui mi muovo. Ho l’opportunità di mettere attenzione sia su che cosa ricevo dal contesto collettivo, sia su qual è il mio apporto in questo paesaggio “biodiverso” e quali trasformazioni mi sono possibili per contribuire alla buona distribuzione di quel nutrimento che insieme stiamo attingendo e che insieme stiamo generando».

Vittorina Buttafuoco – Pediatra specialista ambulatoriale S.C. Emergenze Infettive, Prevenzione  e Promozione della Salute, Asl Città di Torino

«Partecipare alla comunità di ricerca è per me la possibilità di immettere aria “buona” nel mio lavoro. Utilizzando un termine che è stato coniato proprio durante uno degli incontri è un momento trasformativo, che mette in circolo pensieri e energie positive. Per me, che ho la funzione di essere promotore di salute nelle scuole e portare la voce della Sanità è una grande opportunità poter vedere punti di vista differenti e ascoltare letture del mondo scuola da altre angolazioni. E poi è sempre bello incontrarsi tra persone portatrici di teatro!».

Mariano Arenella – Cabiria Teatro Associazione di Promozione sociale

«La comunità di ricerca ti spinge a metterti in gioco, a superare meccanismi che con il tempo rischiano di diventare automatismi, ti apre a nuove possibilità, ti obbliga ad uscire dalla tua bolla, ti fa correre dei rischi e ti lascia ammirato per il lavoro che vedi fare dagli altri.  Al tempo stesso, ti fa sentire meno solo, ti supporta, ti fa crescere sotto il profilo umano e professionale e, soprattutto, ti riconnette con il senso del tuo lavoro quando, a volte, in alcuni momenti, fatichi a riconoscerlo».

Valentina Aicardi – Laboratorio Scuole Tedacà

«In un mondo improntato sul saper “fare” e volto al risultato, frenetico e sempre in affanno, dedicare del tempo alla riflessione e al confronto è un’opportunità preziosa. Il progetto Educare alla bellezza promosso da Hangar, ha permesso di costruire un angolo protetto in cui condividere punti di vista differenti che aprono nuovi orizzonti nel lavoro di noi artisti. Inoltre, cosa non da poco, l’approfondimento teorico con i tanti esperti riesce a trovare le parole giuste e concrete per definire un lavoro artistico che è spesso poetico e caleidoscopico. La comunità di ricerca e gli incontri di approfondimento ci hanno permesso di confrontarci direttamente con metodi, stili di altre compagnie e colleghi che affrontano quotidianamente le stesse problematiche nel mondo della scuola e di attivare processi di contaminazione con un unico obiettivo: portare la bellezza nella comunità educante».

Mattia Sismonda – La Fabbrica dei Suoni

«Se immagino un parallelismo tra una comunità di ricerca e un’impresa, credo che la cooperativa sia la forma giuridica che più si avvicina; ed è proprio sul valore cooperativo che “La Fabbrica dei Suoni” costruisce quotidianamente obiettivi, visioni, scelte lavorative e modalità operative, confrontandosi con “la comunità di ricerca” costituita dai propri soci lavoratori. Entrambi i tipi di organizzazioni, infatti, si basano su un modello partecipativo in cui i membri hanno un ruolo attivo e contribuiscono al funzionamento e al successo dell’organizzazione, così come la democrazia interna costituisce la base del processo decisionale. Le due tipologie di organizzazione tendono inoltre a condividere risorse e benefici tra i loro membri e hanno anche obiettivi comuni e un orientamento al bene comune, promuovendo un senso di autonomia e responsabilità. Esportare questo modello di condivisione in attività e laboratori didattici per le scuole è un investimento che, se perseguito nel tempo, potrebbe creare una società più inclusiva, partecipativa e consapevole del valore della cooperazione e della condivisione con una mentalità aperta e collaborativa, promuovendo lo sviluppo di competenze sociali, creative e imprenditoriali essenziali per affrontare le sfide del mondo contemporaneo».

Cristiana Voglino – Assemblea Teatro

«Indagare in profondità, dare luce, cambiare punto di ascolto, attualizzare la progettualità, documentare il processo, sensibilizzare, gestire le difficoltà… sono solo alcune delle parole che ci vengono in mente per rispondere a questa domanda. Noi artisti e pedagogisti teatrali ci orientiamo sul creare relazione e lo facciamo nel lavoro con le scuole e il territorio, nel nostro modo di portare in scena le produzioni attraverso un approccio sempre (e da sempre) orientato sull’ascolto. Questa nuova occasione di ricerca ci ha ridonato libertà in un momento molto difficile per la cultura e per l’educazione, permettendoci di creare nuove connessioni all’interno di un agire e di un ripensare alla salute, a partire dalla propria. Per poter mettere a sistema delle esperienze trasformative».

Francesca Savini – Onda Teatro

«La ricerca è uno strumento potente, soprattutto quando si abbandona la competizione e si privilegia la collaborazione reciproca. Un punto di vista ne incontra un altro. Piccolo Blu incontra Piccolo Giallo. Il percorso sarà così fruttuoso da generare qualcosa di nuovo e differente? Diventeranno verdi?».

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