1 Aprile 2026

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La trasformazione culturale della Pubblica Amministrazione

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Hangar Piemonte

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Un percorso di accompagnamento per ripensare ruoli, pratiche e relazioni

In un contesto segnato da trasformazioni profonde e interconnesse – sociali, ambientali, economiche e culturali – la Pubblica Amministrazione è chiamata a ridefinire il proprio ruolo, superando una visione esclusivamente procedurale per assumere una funzione più ampia, capace di attivare processi, costruire relazioni e generare valore pubblico condiviso.

È all’interno di questa prospettiva che si inserisce il percorso di accompagnamento progettato da Hangar Piemonte e realizzato con il Comune di Torino, che ha coinvolto circa sessanta dipendenti provenienti da servizi diversi, con l’obiettivo di lavorare non solo sulle competenze, ma sulla cultura organizzativa e sulle modalità attraverso cui l’ente pubblico interpreta e agisce il cambiamento.

Fin dall’inizio, il percorso si è configurato come uno spazio di riflessione e sperimentazione capace di mettere in discussione abitudini consolidate e modelli impliciti. La domanda che ha attraversato il lavoro è stata tanto semplice quanto radicale: è possibile scardinare la narrazione di una Pubblica Amministrazione statica? Le risposte non sono arrivate in forma teorica, ma attraverso un processo condiviso che ha progressivamente costruito consapevolezza, linguaggio comune e visione.

Un primo passaggio fondamentale ha riguardato il riconoscimento delle persone come leva del cambiamento. Dietro ogni procedura, ogni servizio, ogni decisione amministrativa, emergono competenze, sensibilità e responsabilità individuali che, se messe in relazione, possono generare trasformazione. Il percorso ha lavorato proprio su questo: far emergere una dimensione collettiva, superando la percezione di isolamento spesso vissuta dalle persone all’interno delle organizzazioni pubbliche e riconoscendo l’esistenza di una comunità di pratica capace di apprendere, confrontarsi e agire insieme.

A partire da questa base, il lavoro si è progressivamente ampliato, connettendo le attività quotidiane della Pubblica Amministrazione alle grandi sfide dello sviluppo sostenibile. L’Agenda 2030 è diventata non solo un riferimento teorico, ma una vera e propria bussola operativa, capace di orientare le scelte e di fornire un linguaggio condiviso. In questo quadro, la cultura ha assunto un ruolo centrale: non come ambito settoriale, ma come dispositivo trasversale, utile a leggere la complessità, a costruire spazi di dialogo e a immaginare risposte più articolate e inclusive.

Il percorso ha poi affrontato uno dei nodi più rilevanti per l’azione pubblica: il superamento delle logiche a silos. Attraverso pratiche laboratoriali e strumenti partecipativi, i partecipanti hanno lavorato su sfide comuni, mettendo in relazione competenze e punti di vista differenti. In questo processo è emersa con forza la necessità di ripensare il concetto di interesse generale, non come qualcosa di dato, ma come un orizzonte che si costruisce insieme nel tempo attraverso ascolto, negoziazione e confronto continuo con il territorio.

Il tema delle alleanze ha rappresentato un ulteriore passaggio chiave. La collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore è stata esplorata nella sua complessità, tenendo insieme dimensione tecnica e dimensione relazionale. Accanto agli strumenti giuridici ed economici, il percorso ha messo al centro le competenze trasversali – ascolto, comunicazione, capacità di gestione dei conflitti – evidenziando come la qualità delle relazioni sia una condizione indispensabile per rendere efficaci anche i dispositivi più strutturati.

Un’attenzione specifica è stata dedicata al tema della valutazione, affrontato come leva strategica e non come semplice adempimento. I partecipanti hanno lavorato alla costruzione di sistemi di feedback capaci di restituire non solo dati quantitativi, ma anche gli impatti sociali, culturali e ambientali delle azioni intraprese. In questo senso, la valutazione si configura come uno strumento di apprendimento e miglioramento continuo, capace di orientare le decisioni e rafforzare la trasparenza dell’azione amministrativa.

Il modulo conclusivo ha rappresentato un momento di sintesi e rilancio, in cui i risultati e le evidenze emerse lungo il percorso sono stati riletti collettivamente per costruire una visione condivisa su priorità e sviluppi futuri. Questo passaggio ha permesso di individuare strumenti, spazi e soggetti utili a consolidare le pratiche avviate, ma anche di lavorare su una dimensione spesso implicita nei contesti amministrativi: quella della leadership diffusa. La possibilità, per ciascun funzionario, di agire come facilitatore del cambiamento, indipendentemente dal ruolo formale, è emersa come uno degli elementi più rilevanti per sostenere processi di innovazione duraturi.

Allo stesso tempo, il percorso ha contribuito a valorizzare il capitale umano interno alla Pubblica Amministrazione, riconoscendo non solo le competenze tecniche, ma anche quelle relazionali e trasversali, e ponendo attenzione al benessere organizzativo come condizione abilitante per un’azione pubblica più efficace.

Tra gli esiti più significativi si colloca la costruzione di un manifesto condiviso (realizzato da Norma Nardi, graphic designer), che restituisce in forma sintetica i principi emersi durante il lavoro, li traduce in orientamenti per l’azione e che potrà essere implementato nel corso del tempo. Mettere le persone al centro del cambiamento, riconoscere il valore del tempo di qualità, lavorare in modo collaborativo oltre le strutture verticali, abitare la complessità e la diversità, riconoscere il diritto alla bellezza come componente del lavoro pubblico e misurare ciò che conta davvero diventano così elementi di una visione che può guidare le pratiche quotidiane.

L’esperienza realizzata con il Comune di Torino racconta un modello di accompagnamento e un approccio che integra formazione e sperimentazione, sviluppo di competenze e costruzione di visioni condivise, offrendo alle Pubbliche Amministrazioni uno spazio strutturato per interrogarsi sul proprio ruolo e per attivare processi di trasformazione culturale capaci di incidere nel tempo.

La trasformazione culturale della Pubblica Amministrazione è un percorso a cura di Hangar Piemonte con la partecipazione di Labsus – laboratorio per la sussidiarietà, Attitudes Bologna, Sinloc spA, WonderingPa, Studio Legale Sarti Colombo e Associati, Propositi di filosofia.

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