L’imprenditore Francesco Casoli e l’importanza dell’interesse generale

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Hangar Piemonte
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Nell’ambito dell’area dedicata alla ricerca operativa, Hangar ha avviato una linea di sviluppo progettuale, Art for Change, atta a costruire pre-testi di incontro e dialogo strategico tra il settore artistico/culturale e quello imprenditoriale ed economico per generare valore e senso comune, nell’ambito dello sviluppo sostenibile dei territori.
Il 17 novembre 2025, presso Palazzo Del Buongoverno – Spazio Agorà Statodellarte – Fondazione Pistoletto Cittadellarte a Biella (Costa di Riva 11), si terrà un appuntamento per indagare le potenzialità di una relazione strategica tra comparto artistico-culturale, imprenditoriale e istituzionale per lo sviluppo sostenibile dei territori.
Per rilanciare l’appuntamento, Hangar ha intervistato alcuni imprenditori sui temi dell’appuntamento. Un modo per cominciare a parlare di interesse generale, strumenti giuridici di collaborazione tra pubblico e privato, Art Bonus, sviluppo sostenibile e welfare aziendale, tematiche che saranno affrontate nel corso dell’incontro. Per avere maggiori informazioni sull’evento e su come partecipare clicca qui.
Inauguriamo quindi queste conversazioni con l’intervista a Francesco Casoli, Presidente di Elica, azienda italiana all’avanguardia nel design e nella produzione di eletrodomestici dedicati al cooking.
Francesco Casoli e l’importanza dell’interesse generale nel premio Ermanno Casoli
Francesco Casoli, nasce a Senigallia, nelle Marche, ed è Presidente di Elica, azienda italiana all’avanguardia nel design e nella produzione di elettrodomestici dedicati al cooking con oltre 50 anni di storia e leadership globale nei sistemi aspiranti da cucina. «Avevo solo diciassette anni quando la vita mi ha messo davanti a una sfida grandissima: raccogliere l’eredità di mio padre, scomparso prematuramente, e portare avanti il sogno che aveva iniziato creando Elica». Era il 1978 e quando varca le porte dell’azienda di famiglia «avevo più cuore che esperienza, ma è stato anche l’inizio di un viaggio straordinario che negli anni ha visto Elica trasformarsi in un grande gruppo internazionale, senza mai perdere il legame con le nostre radici marchigiane. Ho sempre creduto che innovazione, bellezza e cultura potessero convivere nell’impresa e Elica è diventata proprio questo: un luogo dove il design incontra la tecnologia, e dove l’arte entra in fabbrica».
C’è una esperienza riuscita di collaborazione tra l’impresa e il territorio in nome dell’interesse generale*?
«Il Premio Ermanno Casoli, promosso dalla Fondazione che porta lo stesso nome del fondatore di Elica. È molto più di un semplice riconoscimento nel mondo dell’arte: è un progetto che rappresenta un ponte concreto tra arte e impresa, con un impatto significativo su un territorio in cui mancano istituzioni di arte contemporanea. Grazie a questa iniziativa, artisti contemporanei di rilievo internazionale vengono invitati a collaborare direttamente con i dipendenti di Elica, dando vita a opere che non solo arricchiscono gli spazi aziendali, ma diventano parte integrante della nostra cultura e identità collettiva diventando, di fatto, uno strumento di welfare aziendale».
Quale valore economico, sociale, culturale, ambientale è stato prodotto con questa attività?
«Questo premio è un esempio concreto di come l’arte possa entrare nei luoghi di lavoro, stimolare la creatività, rafforzare il senso di appartenenza e generare valore condiviso. Abbiamo osservato e toccato con mano quanto questa iniziativa sia capace di migliorare il clima interno e promuovere benessere tramite la bellezza, l’ascolto e la partecipazione. Attraverso tutte le attività della Fondazione Ermanno Casoli, Elica costruisce relazioni, cultura e comunità, dimostrando che l’impresa può essere un attore sociale capace di innovare anche sul piano umano».
È un’esperienza che come azienda vorreste replicare?
«Il Premio Ermanno Casoli, giunto alla sua XXIII edizione, è un appuntamento annuale consolidato che ogni anno rinnova la visione e lo spirito di partecipazione che lo caratterizzano. Istituito nel 1998 dalla mia famiglia in memoria di nostro padre, dal 2007, grazie alla formula introdotta da Marcello Smarrelli, Direttore Artistico della FEC, il premio consolida il legame tra arte e impresa, permettendo agli artisti di lavorare con i dipendenti in azienda come co-autori delle opere, dando vita al metodo della Fondazione Ermanno Casoli».
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